I mille nomi degli squirrel

agnello-volpe

«Quando si comprende in che cosa consiste la mente criminale, si comprende anche quanto debbano essere orribili i sentimenti, o quanto orribile la mancanza di sentimenti, con cui il criminale deve vivere in se stesso per il resto dei suoi giorni e per l’eternità. Egli è più da compatire che da punire. Né spavaldo, né coraggioso, nonostante la sua messinscena, dentro di sé egli in realtà non è altro che un codardo in preda al panico e piagnucoloso. Quando offre il nudo petto alle pallottole, lo fa sperando veramente di essere ammazzato. Ma ciò naturalmente non è la sua salvezza. Egli ne ha ancora per un’eternità. E quando si beffa di tali dati, egli sta celando il suo piagnucolio, perché nel suo intimo sa che quella è la verità.»

L. Ron Hubbard
(HCOB 15 settembre 1981 “LA MENTE CRIMINALE”)

L’abitudine degli squirrel di camuffare la loro identità con degli pseudonimi per darsi un contegno e far finta di essere in tanti l’abbiamo già ampiamente discussa in molti articoli.

Non ci sarebbe nulla di male nell’uso degli pseudonimi se lo scopo per cui lo si fa non fosse abietto e meschino. Sì, perché oltre ad usare pseudonimi per imbrogliare sui numeri, questi bei tomi lo fanno anche per ingannare chi ancora non è al corrente della loro attività.

Ecco perché negli articoli Squirrel, se li conosci le eviti e Quattro idioti non fanno un genio abbiamo rivelato chi sono e smascherato il loro trucchetto degli pseudonimi multipli.

Ma il lavoro non è finito e, si sa, noi le cose le portiamo a compimento. Vediamo quindi le ultime notizie utili a confermare per l’ennesima volta che la "roccaforte squirrel" de “l'Indipendologo” è sempre stata fondamentalmente una catapecchia.

Stesso discorso vale per l’altro lupanare virtuale chiamato “Lareception” che, più che un condominio, sembra anch’esso una stamberga vacillante.

Certo, in alcuni periodi i suoi abitanti hanno schiamazzato molto rumorosamente, ma a conti fatti, ormai, li abbiamo scoperti quasi tutti.

Cominciamo da Antonio Amodeo: sapevamo già che è stato uno dei più "prolifici" creatori di pseudonimi, tra i quali “Orlando Furioso”, “Tony”, eccetera. Ma ce n'erano un paio che ora abbiamo beccato.

Il primo è "Pesciolino", su "Lareception": sembrava un utente nuovo, invece era sempre Amodeo:

post pesciolino

In pratica il poco simpatico Pesciolino-Antonio voleva dare ad intendere di essere nuovo nei paraggi, un pesciolino che nuotava ancora sui fondali dell’anonimato della palude squirrel, ma che si riprometteva di salire in superficie. Peccato che a quella data, marzo 2012, aveva già scassato gli zebedei da parecchi mesi sia come Orlando Furioso che come Tony e Antonio Amodeo.

Un paio di settimane prima, su "Indipendologo" Amodeo si firmava anche come "Pastore".

post pastore

E infatti anche con lui, sebbene fosse la prima volta che si sentiva parlare di un utente con tale nome, l’ARenata Lugli, sempre psicoticamente sospettosa, comunicava invece senza alcuna remora, dimostrando quindi di essere ben consapevole di chi fosse in realtà questo “nuovo” utente.

Da notare che quel commento di Pastore-Pesciolino-OrlandoFurioso-Tony-Antonio Amodeo, si inseriva in un post riguardante un indegno articolo contro Scientology pubblicato dal quotidiano locale LA NUOVA VICENZA (zona d’origine di Amodeo) istigato proprio da lui e da altri complici.

Articolo che conteneva anche dati squirrel OT e che questi incoscienti non si sono fatti remore a pubblicizzare.

L'altro "furbo" è Giovanni Bonzani, che si è sempre vantato di “mostrare la faccia” e scrivere col suo nome. Peccato che abbia scritto anche con lo pseudonimo "Pasquino". Ecco un esempio:

post pasquino

Chissà, forse Bonzani temeva ripercussioni da parte di Stefano Tonnellotto che ha tacciato come “spia di OSA”.

Comunque sia il carosello degli pseudonimi finalizzati alla moltiplicazione dei fessi è ancora una volta scoperto.

Non è finita. Stay tuned.

Etica e Verità


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