Il Problema Finale di Marty Rathbun

marty rathbun

«Se il pubblico ha continuato a interessarsi, se la tecnologia è rimasta pura, se si sono ottenuti i fondi per la ricerca e l’amministrazione, lo si deve all’opera dello staff.
I membri dello staff meritano la gloria del successo supremo perché perseverano.
L’umanità e il futuro di Scientology sono loro debitori di qualcosa che non potrà mai essere ripagato.
Erano e sono delle brave persone, le migliori che mai la Terra abbia avuto.»

L. Ron Hubbard
(Lettera Informativa di HCO del novembre 1963 DATI VITALI DI CUI OGNI SCIENTOLOGIST DOVREBBE ESSERE AL CORRENTE)

Marty Rathbun si trova alle prese con solito problema, l’ultimo: fallisce, si arrabbia, aggredisce il target sbagliato. Stavolta però sta commettendo un errore più grosso del solito.

E’ un fatto ripetitivo, ormai monotono e anche un po’ stupido. Almeno quanto è stupido il riverente atteggiamento dei suoi seguaci, che lo seguono in ogni sua fallimentare impresa, esultano con lui per le improbabili “strategie”, falliscono con lui e si arrabbiano nello stesso modo.

Oggi il suo problema è che gli Scientologist non lo ascoltano. Ha diffuso menzogne con ossessiva ripetitività, fabbricato “prove” per oltre due anni, aiutato giornalisti anti-Scientology più volte, e ancora gli Scientologist “osano” non ascoltarlo e non gli credono.

Un affronto che non può tollerare e, come sua abitudine, si arrabbia. Così come si è arrabbiato con i giornalisti che non l’hanno ascoltato dopo il suo viaggio in Germania (vedi sezione Caberta ), come quando si è arrabbiato con Obama perché ha snobbato la sua petizione (vedi “L’ennesima cantonata dello Stratega Rathbun”) o con l’FBI quando non hanno annientato Scientology al suo comando, e così via per tutte le volte che i suoi piani sono falliti (sempre). Fallisce e poi si arrabbia con coloro che non gli danno retta.

Di questo passo si sta mettendo contro un po’ tutti. Ora, arrabbiandosi con gli Scientologist, sta tagliando il ramo su cui vorrebbe star seduto.

Così, il 21 gennaio scorso ha pubblicato un post dal titolo “Denialism” (negazionismo), ripreso pari pari due giorni dopo dai suoi servitori italiani. In quell’articolo offendono gli Scientologist che non credono alle loro bugie e non gli danno retta.

Scomodando autori che hanno scritto sul negazionismo (cioè, la pratica di negare la realtà storica dell’olocausto degli ebrei ad opera dei nazisti), offendono gli Scientologist accusandoli di non voler star di fronte (confront) alle cose (menzogne) che loro vorrebbero propinargli.

Rathbun scrive testualmente: “Ci può aiutare a comprendere meglio il fenomeno che ognuno di noi ha avuto di fronte: lo shock nel vedere vecchi amici e persone a noi vicine che agiscono come se fossero sordi, muti e ciechi nei confronti dei fatti reali e documentati” .

In pratica, le persone che dovrebbero accettare le menzogne di Rathbun , secondo il suo pensiero contorto, sono come coloro che negano l’evidenza dell’olocausto (di solito simpatizzanti dei nazisti) e, allo stesso tempo, sono come le vittime stesse dell’olocausto (gli ebrei).

Questo psicotico considera gli Scientologist che cerca di convincere con le sue menzogne, vittime di un olocausto di cui dovrebbero essere anche gli autori. Un po’ come se gli ebrei negassero l’olocausto di cui sono stati vittime.

E, siccome gli Scientologist sono sordi alle sue bugie, li offende. Così come fanno i suoi complici italiani, ad esempio Renata Lugli , che lamenta il fatto che gli Scientologist che non li ascoltano fa aumentare il peso sulle loro spalle di “poveri” squirrel dichiarati.

Anche sul blog dei Minelli (gli squirrel degli squirrel) non sono da meno e sposano la stessa teoria, scegliendo di offendere gli Scientologist che non li ascoltano. Ad esempio il solito Simon Bolivar che, col suo italiano claudicante, proprio ieri ha scritto: “Chi ha paura della verità? Coloro non in grado di confrontarla. E coloro sono le persone che devono avere una guida, una persona o una organizzazione che li guida e che guida soprattutto i loro pensieri. Il loro modo di pensare” .

Non li sfiora nemmeno il sospetto che gli Scientologist non credano alle loro bugie perché sono evidentemente tali. Gli Scientologist vedono la realtà del mondo di Scientology e sanno che non combacia con le nefandezze che raccontano Rathbun e i suoi complici.

Vedono anche le cose che possono essere migliorate, ma non vedono la malafede che invece gli squirrel vogliono a tutti i costi vedere negli altri.

Drammatizzando i loro stessi crimini, vedono gli altri come criminali. Vedono negli altri la loro malafede. Secondo le direttive di Rathbun devono dire che tutto è sbagliato, che non c’è assolutamente nulla di giusto, di corretto, di buono nella Chiesa. E devono attaccare, attaccare, attaccare, attaccare.

Ma è proprio questo loro continuo, ripetitivo, monotono, stupito, eccessivo flusso di distruzione che gli sta tornando nella nuca come un boomerang.

Gli Scientologist vedono con i loro occhi che non è vero che è tutto sbagliato, per questo non gli danno retta. Non sono muti, sordi e ciechi. Al contrario, vedono le differenze e la realtà. Sanno riconoscere le menzogne e i bugiardi.

Anche il fatto di non riconoscere queste capacità agli Scientologist è un’invalidazione ed un’offesa. E ora che Rathbun e i suoi squirrel stanno apertamente offendendo e denigrando gli stessi Scientologist che vorrebbero dalla loro parte, stanno riempiendo di terra la fossa che si sono scavati e in cui si sono calati.

Etica e Verità


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