Le bugie degli squirrel – Parte 1 – I veri Pionieri

pinocchio

(Grazie a Tonhl per la trascrizione fatta nonostante i mille impegni)

“BUGIA: L’affermazione che una particella, che si è mossa, non si è mossa; l’affermazione che una particella, che non si è mossa, si è mossa. Un’alterazione di tempo, luogo, evento e forma.”
L. Ron Hubbard (Le Conferenze di Phoenix)

Qualche giorno fa, esattamente il 29 ottobre, Claudio Lugli e la moglie Renata Fruscella, hanno pubblicato sul blog degli squirrel un storia interessante dal titolo “Pionieri”, presentata dall’inossidabile, ma non immarcescibile, Anita Baldi (poveri i nostri padri della patria).

Il contenuto di quel post, unito a precedenti exploit degli squirrel su questo soggetto, ci hanno convinti a dare inizio a questa serie di articoli che si annuncia intrigante.

L’impostazione dell’articolo in oggetto, la stessa immagine d’apertura (un carro conestoga tipico dei pionieri del far west americano), i commenti osannanti dello sparuto gruppo degli starnazzanti ammiratori, lasciano credere al lettore che Claudio e Renata sono i novelli Romolo e Remo, fondatori di Roma, almeno scientologicamente parlando.

L’aggiunta di una lettera di Ron, datata 16 novembre 1977, indirizzata direttamente a Claudio, nella quale si congratulava per la “fantastic news about the opening of Rome” (fantastica notizia riguardo l’apertura di Roma), completa l’opera e, al lettore sprovveduto (e tali certamente sono coloro che si lasciano abbindolare dai rappresentanti della banda Rathbun), tale storica missiva parrebbe confermare che Roma l’avrebbe aperta il “grande” Claudio Lugli.

Il condizionale è d’obbligo siccome, ahimè, non è così.

Noi che non siamo nati ieri e che, come si diceva una volta, sulla fronte non abbiamo scritto “giocondo”, abbiamo verificato questa roboante dichiarazione del pretended Italian styliste consorte. Tra l’altro, abbiamo tra le fila dei nostri sostenitori, gente che c’era e che i fatti di quell’epoca li conosce bene. Gente che sa quanto “influente” sia stata questa coppia di presunti “pionieri” per l’apertura dell’Org di Roma e, più in generale, per l’epopea dell’espansione italiana di Dianetics/Scientology. Perciò, abbiamo raccolto qualche dato.

Fortunosamente, la scorsa settimana, uno di noi ha partecipato ad uno dei mitici seminari di Pier Paderni, quindi ha preso la palla al balzo e ha chiesto il parere di Pier su quanto dichiarato da Claudio e Renata.

Eccovi la trascrizione di quella chiacchierata:

Pier Paderni

7 Novembre 2011

E&V: In un recente scritto, 29 ottobre, Claudio Lugli e la moglie Renata Fruscella hanno raccontato che verso la fine del ‘77 Ron Loving li avrebbe mandati in mission per aprire Roma. Tu, che all'epoca eri indubbiamente un fuoriclasse dell'espansione italiana, ci puoi raccontare come è andata l'apertura di Roma e che ruolo hanno avuto in questo?

Pier: Se ben ricordo, Claudio a quell'epoca lavorava nell'area tecnica. Renata aveva una piccola difficoltà (ndr.: PTS tipo C) e aveva bisogno di un aiuto, perciò è andata a Roma con Claudio e, per l'occasione, so che avevano organizzato di fare qualcosa. In quel periodo, devo essere onesto, tutti si davano da fare. Qualcuno aveva fatto qualcosa a Brescia, qualcuno a Torino, quindi effettivamente c'era un po’ questo interesse di fare comunque.

Ma al di là di questo, vorrei sottolineare una cosa, senza togliere niente al fatto che magari sono andati lì (a Roma) e avranno anche probabilmente parlato, penso anche positivamente; però, l’effettiva apertura di Roma, non è stat opera loro. Se la vediamo da un punto di vista di quello che in Scientology si chiama stabilizzazione di un'area, è avvenuta con l'addestramento di un gruppo di persone, nella fattispecie ti posso fare dei nomi: c'era Montagna che era diventato poi un C/S per l'aera, c'era Brunetti che si occupava dell’HCO, c'era Pierluigi Bonici che era  una specie di responsabile di produzione, mentre Stefano Bonici, suo fratello, era Supervisore in Classe, Patrizia Pelliccia era nella Divisione 6. Questo corrispondeva allora, e corrisponde tutt'ora, a una policy fondamentale nell'espansione di Scientology che si chiama “Programma dell'Organizzazione Numero 1”, LRH ED 49 Int.

Quindi, questo tipo di attività diventa, effettivamente la formazione di un'org, e questo non è stato fatto da Claudio, senza che io tolga il fatto che lui magari è andato lì, può aver parlato con qualcuno e fatto qualcosa, va benissimo. Però la vera apertura di Roma, a livello di organizzazione e di consegna, al di là di cose che son state fatte un po’ prima di vario tipo, è avvenuta appunto con questo tipo di stabilizzazione, cioè: l’arrivo di un team che ha fatto effettivamente il lavoro.

Anch’io andavo al mio paese in quel periodo e facevo qualche conferenza ai miei amici. Chiunque l'ha fatto un po’ e in un certa misura,  però questo tipo di lavoro lo chiameremmo da FSM, cioè uno cerca di fare qualcosa lì nell'area. Non per togliere alcun merito, ma l'apertura di Roma, ci tengo a dirlo, è stata fatta per policy col gruppo che ho detto.

E&V: Nello stesso scritto, Lugli ha raccontato come negli anni ‘70 il “Libro 1” (ndr: Dianetics, la Scienza Moderna della Salute Mentale) fosse lo strumento che ha funzionato per l'espansione avvenuta in Italia. Non ci risulta che il Libro 1 fosse disponibile negli anni ‘70, ma che la prima edizione fosse dei primi anni ‘80. Puoi dirci quali erano gli strumenti che venivano effettivamente usati negli anni ‘70?

Pier: Per prima cosa diciamo, riguardo al libro, che è un'inesattezza dire che Dianetica era presente negli anni ‘70, perchè il libro di Dianetica in italiano non c'era a quell’epoca. L'unica edizione che esisteva in giro, era una traduzione alterata, pubblicata negli anni ‘50 da Casini, una casa editrice di psicologia e psichiatria, quindi puoi già capire di cosa stiamo parlando. In questo senso l'Italia vanta il fatto di aver pubblicato la prima edizione tradotta di Dianetica però, purtroppo, la traduzione era incompleta, anzi negativa e noi non la usavamo di certo.

La prima edizione ufficiale di Dianetica pubblicata in Italia, è del febbraio 1980. In quell’occasione venne in Italia proprio la figlia di Ron, Diana Hubbard, a tenere un concerto di presentazione. Ho delle fotografie e anche gli inviti, ve li posso mostrare quando volete. Tra l'altro io avevo suonato con lei sul palco. Vorrei comunque precisare una cosa: quell’edizione dell'80, giusto per essere onesti, era piuttosto malmessa (ndr: fatta da Paolo Facchinetti). La traduzione era stata fatta piuttosto male e era molto approssimativa, tant'è che la vera prima edizione italiana veramente leggibile e utilizzabile di Dianetica risale all'84, con la versione pubblicata dall'editore Mondadori. Riassumendo, nel 1984 l'editore Mondadori ha pubblicato per tutta l'Italia la prima vera edizione ufficiale, con la traduzione rivista e corretta. Perciò il dato scritto da Lugli è scorretto.

E&V: Negli anni 70, quindi, non c'era a disposizione il Libro 1?

Pier: No, il libro di Dianetics non c'era. Negli anni ‘70 è stata, se volete, una fortuna, una coincidenza buona, il fatto che è stato scoperto e messo in uso quello che si chiamava “Corso di Anatomia della Mente Umana”. Il corso copriva in una misura abbastanza buona i dati di base di Ron sulla mente. Purtroppo non a livello tecnico, perché i primi seminari di Libro 1 sono stati fatti nel 1981 e sono state delle imprese non da poco, perché non avevamo ancora familiarità con le applicazioni della tecnica del Libro 1. Cioè, c'era un po’ di lavoro da fare, però sicuramente il “Corso di Anatomia della Mente Umana” aiutava le persone a capire la natura della mente, i principi fondamentali, quindi era un corso molto potente da questo punto di vista. Anzi, ti dirò che è stato il corso che ha caratterizzato, e tutt'ora caratterizza, l'espansione in Italia e non solo, anche all'estero attualmente.

Cosa c'era d'altro? Erano disponibili i libri “Problemi del Lavoro”, “Fondamenti del Pensiero”, anche questi  con delle traduzioni purtroppo un po’ imperfette. Comunque funzionavano abbastanza. C’erano i libri “Self Analisi, “La Tesi Originale” ed “Evoluzione di una Scienza”; due libri questi ultimi che, purtroppo, in base ai sondaggi che facevamo, non venivano molto letti, perché, ad esempio, “Evoluzione di una Scienza” all'epoca era considerato un po’ tecnico, cioè non era un libro facile da masticare all'epoca, forse a causa della veste grafica o della traduzione. La “Tesi Originale” era già un libro più avvicinabile, specialmente i primi capitoli, che erano coperti anche dal “Corso di Anatomia della Mente Umana”.

Quindi si è riusciti a lavorare bene, grazie all'uso di questi dati, però la tecnica di Dianetica come libro fondamentale del ‘50 non ce l'avevamo negli anni ‘70, è arrivata negli anni ’80. E’ andata in uso abbastanza bene dall'81, quando abbiamo fatto il primo grande seminario. E’ diventata sempre più comprensibile dall'84, quando abbiamo fatto delle azioni di promozione aperta: avevamo un programma televisivo, l'edizione distribuita da Mondadori in tutte le librerie, eccetera. Quindi ha cominciato a diventare un libro sempre più trainante.

E&V: Chi erano i veri pionieri dell'espansione italiana?

Pier: Diciamo che ho sempre considerato i veri pionieri dell'espansione quegli Scientologist che noi chiamiamo tecnicamente Field Staff Member (ndr: FSM, Membri dello Staff nel Campo). Cioè, le persone che, anche se non erano ufficialmente parte dello staff delle Org, facevano un buon lavoro. Ti dico la verità, mi verrebbe difficile dirti tutti i nomi, ma devo dare un riconoscimento a certa gente che è tutt'ora attiva e che a quel tempo si è impegnata. Erano persone che magari organizzavano un piccolo seminario a casa loro, una piccola conferenza, qualche piccolo corso introduttivo. Poi se parliamo di pionieri…

E&V: I pilastri dell’espansione?

Pier: Più che pilastri, coloro che effettivamente ci hanno lavorato con una strategia. Mettiamola così: non era più un’idea che avevamo sposato, era diventata una missione, quindi anche una strategia operativa.

Io a quell'epoca ero Dir Clearing, quindi ovviamente mi sono avvalso di questa gente. Per dire, nell’area di Novara c'era un gruppo di persone che facevano un buon lavoro, alcune sono tuttora vive e vegete, qualcuno ha preso una sbandata ma a quel tempo davano un aiuto. A Brescia pure, quindi diciamo non è che io non voglio dire dei nomi, non mi interessa, non voglio fare dei torti a nessuno. Quindi, in questi nomi non mettete neanche il mio, non mi interessa, non è quello il punto. Il punto è che l'espansione di Scientology non è stata solo l'opera individuale di qualcuno, c'era un forte accordo, per cui localmente, se andavi a Pordenone c'era Franchini, se andavi a Padova c'era la signora Arpa, in ogni area c'era qualcuno che era un po’ il sostenitore. Ovviamente l'org di Milano era ben organizzata, aveva una bella Divisione del Pubblico, quindi noi aiutavamo dando supporto a scientologist upstat che han voluto dare il loro aiuto. Chiaro se poi vogliamo fare i nomi, iniziamo a dire che c'era Rossella che lavorava in Divisione 6, c’ero io staff della Divisione 6, c'era Francesco Clemente che è un bravissimo conferenziere, c'era Pierluigi Bonici di Roma. Avevamo addirittura delle persone di Atene che lavoravano con noi, quindi era un team abbastanza grande. Diciamo che non è stata fatta l'espansione da una persona, come qualcuno potrebbe pensare, non è proprio vero. C'era molta partecipazione di tanti Scientologist e FSM. Come tutt’oggi.

E&V: Qualcuno di quelli che sì lamentano oggi, come Lugli e gli squirrel indipendenti, ti risulta fossero figure di spicco nell'espansione italiana?

Pier:  Non voglio essere cattivo, perché non amo fare questo tipo di cose, però devo dire che chi millanta oggi certi meriti dovrebbe guardare bene a cosa ha realizzato. Perché, personalmente, se dovessi fare delle accuse, avrei delle cose interessanti da tirare fuori dagli armadi per ognuno di loro. Ma non lo voglio fare.

Non voglio proprio essere cattivo, però devo anche dire un po’ come la penso. Non sono più arrabbiato per l'email che ho ricevuto (ndr: vedere l’articolo “Un Messaggio da Pier Paderni”), per carità, l’ho anche scritto qual è il mio punto di vista. Però voglio dire, se uno avesse l'onestà, e se fosse una persona di un certo valore, cercherebbe una comunicazione non cercherebbe di colpire alle spalle. Tanto più quando magari è qualcuno che, di base, scusami la parola, se te la dico come la penso, è un vigliacco, e lo è stato da sempre. Capisci? Questo è il mio punto di vista.

E&V: Grazie Pier per la tua disponibilità e per le risposte che hai dato.

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Lasciamo la parola agli utenti che, se vogliono, possono contribuire, come ha fatto Pier, a rendere noto ciò che realmente accadeva a quell’epoca, cioè: chi contribuiva e chi invece si lasciava trasportare approfittando dello sforzo dei veri rematori.

Etica e Verità 


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