Marty Rathbun la “Vittima”

“Una vittima è un effetto involontario e inconsapevole della vita,  della materia, dell’energia, dello spazio e del tempo.” “Quando una persona lascia cadere la responsabilità sulle varie dinamiche, ne diventa quindi una vittima”
L. Ron Hubbard
(HCOB 3 settembre 1959)

lacrime di coccodrillo

(Ringraziamo Athena per l’ottimo lavoro di traduzione) 

Ad ascoltare Marty Rathbun ci si potrebbe fare l’idea di qualcuno che è stato vittima di una catena di traversie durata anni.

Come abbiamo già evidenziato in passato, non lo sentite mai dire qualcosa di positivo riguardo alla Chiesa, al suo management o ai suoi fedeli, anzi, giorno dopo giorno lavora con accanimento per distruggere tutto ciò. Loro sono la causa di tutti i guai.

Di fatto ha impersonato così bene il ruolo della vittima fin quasi a farlo diventare una forma d’arte drammatica e un’occupazione a tempo pieno. Ci hanno ripetutamente propinato un “Povero-Marty-la-Vittima”, un Rathbun che, davanti a rappresentanti dei media da lui convocati, piange lacrime di coccodrillo e in tono lamentoso confessa di aver fatto cose negative, ma solo perché “gli è stato ordinato” e che lui “ha solamente eseguito degli ordini”.

Ma al sicuro, dietro la consolle del suo computer, Marty si trasforma e parla con un linguaggio da bullo aizzando le persone contro la Chiesa, il management e i fedeli.

Eccolo trasformarsi nuovamente, a beneficio dello sparuto gruppo di idolatranti seguaci, e diventare “Marty-il-Guerriero”, “Mr. Causa”, e portare avanti la sua campagna per tirare dalla sua parte finte vittime, ben felici di assegnare a qualcun altro la responsabilità del loro misero stato e farsi commiserare da Marty.

Il campo di battaglia di Marty-la-Vittima si allarga man mano che il tempo passa. Ora Marty e il suo gruppetto non si sentono vittimizzati da un solo uomo (COB), ma niente meno che dal governo degli Stati Uniti, che, secondo Marty, cospira contro di lui e i suoi seguaci con tutte le sue forze di polizia.

Non ci stupiremmo se tra poco Marty dichiarasse che la sua “triste condizione” è causata da un’interferenza aliena.

Se togliete di mezzo il suo sfacciato istrionismo (al quale le vere vittime non hanno bisogno di ricorrere), noterete che tutto quello che si sente da Marty sono motivatori, uno dopo l’altro.

In una rara occasione in cui Marty timidamente ha ammesso di aver commesso degli overt (perché messo in un angolo e nell’impossibilità di negarlo) li ha minimizzati, gettando la responsabilità di quanto successo su altri. Ma queste ammissioni sono state così rare da essere quasi inesistenti.

A oggi, anche personaggi che odiano Scientology, strapazzano Rathbun su Internet perché non ammette mai alcuna delle cose dannose da lui commesse in trent’anni.

Se Marty avesse la capacità di vedere, riconoscerebbe che LRH, nell’HCOB “Sequenza Overt-Motivatore”, descrive in modo chiaro la situazione in cui si è cacciato:

«UN OVERT, in Dianetics e Scientology, è un ATTO aggressivo o distruttivo da parte di un individuo contro una delle otto dinamiche (se stessi, la famiglia, il gruppo, il genere umano, gli animali o piante, MEST, vita o l’infinito).
UN MOTIVATORE è un atto aggressivo o distruttivo ricevuto dalla persona da una delle dinamiche.
Quando qualcuno ha fatto qualcosa di cattivo a un altro o a qualcosa, tende a credere che debba averne avuto “motivo”.
. . .
Ci sono due stadi estremi nel fenomeno dell’overt-motivatore. Uno è quello in cui una persona fornisce solo motivatori (sempre cose fatte contro di lei) e l’altro è quello della persona che “ha commesso solo overt” (cose fatte ad altri).»

Il punto è chiaro. Marty Rathbun è un caso estremo del fenomeno dell’overt-motivatore. Le sole cose che fornisce, tutto ciò che si sente dire da lui, altro non sono che motivatori; tutte cose negative fatte a lui e alle sue dinamiche. E’ bloccato in questa situazione.

Ha anche messo in piedi un coro di soppressivi ai suoi ordini che lo compatiscono e lo validano per questo. Non si libererà mai da questa trappola, a meno che non decida di diventare onesto e riparare alle cose da lui fatte in passato, e questo significa tempo, luogo, forma e avvenimento e completa presa di responsabilità per l’accaduto.

Purtroppo Marty ha trasformato questa sua infelice situazione in una vera a propria carriera per guadagnare soldi, quindi, oltre al fatto di trovarsi in quello stato miserevole dove non può avere guadagni di caso, ha trasformato questo suo vittimismo in una macchina da soldi con i mass media e con chi non ama Scientology ed è disposto a finanziare attività che le possano nuocere.

Per tutti c’è una via d’uscita, ma sembra proprio che Marty non la veda, nonostante le sue asserzioni di conoscere la tech a perfezione: è una via che LRH ha ben descritto nei Codici di Etica e Giustizia di Scientology.

Come LRH dice: “Mani pulite fanno una vita felice.”

Etica e Verità
(tratto da martyrathbunblog.com)


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