Quattro dicembre

angelo con la spada

«E in qualsiasi attacco contemporaneo, non importa quanto violento possa sembrare, il risultato sarà presumibilmente lo stesso: fallimenti e perdite nei ranghi del nemico. Non perché noi li colpiamo o facciamo loro del male, non sarebbe nostra abitudine. È perché sono delle scimmie impazzite che si incolpano e si sparano a vicenda.

Ora, quando sentite di qualche nuovo attacco, o di un attacco vecchio, potreste pensare che stiamo per perdere e che stiamo probabilmente per venir spazzati via e svanire. Il nemico continua a dirlo. Ma ricordate una massima: se lo dicono i giornali non è vero.

(…)

Dentro o fuori Scientology si è in prima linea. Là fuori, quella confusione mal governata in cui regna il crimine, in cui si impazzisce a causa della droga, e che la gente chiama “civiltà”, non è certo un posto dal quale si può fuggire

L. Ron Hubbard
(Ron Journal 34 “Il futuro di Scientology” 13 marzo 1982)

Il 4 dicembre è una data particolare per gli Scientologist italiani. In quella data, 4 dicembre 1981, nasceva ufficialmente il primo Narconon italiano a Ronago (Como), segnando l’inizio di un grande progetto umanitario che ha letteralmente salvato (e sta ancora salvando) la vita a migliaia di giovani avvalendosi della tecnologia di L. Ron Hubbard.

guicla mulliriEsattamente cinque anni dopo, il 4 dicembre 1986, per ordine di un magistrato milanese, Guicla Immacolata Mulliri, tutte le Chiese di Scientology, le Missioni e i Narconon esistenti sul territorio italiano sono stati chiusi e posti sotto sequestro.

Quell’azione scellerata ha dato luogo ad oltre un centinaio di processi paralleli perché, fatto di per sé abnorme, la Guardia di Finanza incaricata dalla Mulliri e comandata dal Colonnello Guido Schettino (inquisito e condannato per corruzione negli anni 90), agiva sia come Polizia Giudiziaria che come Polizia Tributaria.

In pratica, mentre sottoponevano a sequestro e perquisizione ognuna delle decine di associazioni, i militari facevano anche verifiche fiscali ed inviavano rapporti, ovviamente negativi, sia alla Procura della Repubblica che al Dipartimento delle Entrate. La cosa veniva ripetuta per ognuna delle sedi e per ognuno degli anni dal 1982 al 1986 oggetto di indagini, dando così luogo a decine di processi in tutte le province interessate e che in seguito si sono sviluppati in diversi gradi di giudizio.

In questo modo hanno costretto i rappresentanti di Scientology a dedicare energie, risorse, personale, avvocati e danaro contemporaneamente in decine di città diverse, mentre il processo principale prendeva l’avvio a Milano. Una strategia molto “furba”, costosissima e malevola.

Il processo milanese, dopo sei gradi di giudizio (il primo grado, il processo d’appello, due rigetti della Cassazione e i due relativi processi dall’appello di rinvio), come sappiamo, si è concluso nel 2000 favorevolmente per Scientology.

Col passare degli anni, anche gli altri procedimenti penali, civili e fiscali (oltre 120) si sono conclusi con sentenze e decisioni favorevoli a Scientology e ai Narconon. Una lista abbastanza completa di quelle sentenze è stata pubblicata in questo articolo.

Sono passati 31 anni dalla fondazione del Narconon di Ronago e nei prossimi giorni i ragazzi dei Narconon, come ogni anno da allora, festeggeranno l’ennesimo anniversario, alla faccia di chi voleva fermarli.

Sono passati 26 anni, oltre un quarto di secolo, da quel quattro dicembre 1986. Molti non hanno vissuto quei tempi, ma ne avranno sentito parlare sicuramente dai veterani. Coloro che li hanno vissuti ricorderanno le crociate, le proteste, le dimostrazioni, le innumerevoli battaglie combattute e vinte.

Ma pochi conoscono i retroscena, i fatti che hanno condotto alle vicende di quegli anni. Battaglie che si sono concluse con sentenze sopraccitate che hanno fatto giurisprudenza e spianato la strada anche ad altri gruppi e movimenti che erano oggetto di campagne discriminatorie.

In ottobre abbiamo pubblicato l’articolo “Il nero propagandista - atto primo” dando un saggio di come funzionano le campagne di propaganda nera , in quel caso condotta dagli squirrel di Marty Rathbun e dei suoi seguaci.

ennio malatestaUna cosa simile era accaduta anche negli anni 80. E nel corso delle battaglie legali, accompagnate da un fiume di stampa ostile, sono emerse le figure che operavano dietro le quinte.

Tra le altre spiccava la figura di Ennio Malatesta, fondatore della famigerata ARIS (Associazione Ricerca e Informazione sulle Sette).

Malatesta è andato in pensione da tempo, ma altri hanno raccolto la sua eredità e l’associazione esiste ancora con sedi in Veneto e in Toscana (la Maria Pia Gardini faceva parte di quest’ultima) e i suoi membri fanno più o meno le stesse cose; ne abbiamo parlato nell’articolo Gardini – l’anti-settaria amica degli squirrel.

Malatesta era solo il capo della manovalanza che montava la campagna di propaganda e istigava la gente a denunciare Narconon e Scientology, con la promessa di fornirgli assistenza legale e di incassare cifre consistenti come risarcimento danni al termine del processo.

Durante il dibattimento del processo milanese si sono verificati episodi grotteschi. Famigliari di ex ospiti del Narconon (sbattuti in strada dalla Mulliri ) che si erano costituiti parte civile nel processo senza sapere cosa significasse. Genitori piangenti che si rivolgevano ai volontari del Narconon chiedendo scusa perché non era loro intenzione danneggiare il Narconon e non avevano capito cosa stesse succedendo. Psichiatri dei servizi tossicodipendenze (di Modena e Aosta) che chiamavano a raccolta genitori di ex-narconiani per convincerli a collaborare col magistrato in cambio del loro “aiuto” (metadone).

Alcune delle parti civili lo hanno dichiarato anche al giudice e le loro parole si possono leggere sui verbali delle udienze. Non a caso decine di parti civili sono state estromesse dal processo di primo grado fin dalle fasi preliminari, inclusa la stessa ARIS.

luciano violanteSi scoprì in seguito che Malatesta aveva una specie di accordo con Luciano Violante, l’ex giudice ed ex Presidente della Commissione Antimafia, all’epoca Vice Presidente della Camera dei Deputati. Alcuni parlamentari avevano presentato interrogazioni parlamentari su questa scabrosa vicenda mai smentita.

Secondo Malatesta, i fondi promessi da Violante dovevano servire proprio per costituire un collegio di parte civile nel processo contro Scientology e Narconon e per pagare le loro spese d’associazione e gli avvocati dell’ ARIS.

Avvocati che, si scoprì molto presto, partecipavano a vario titolo all’attività dell’ ARIS e di altre associazioni anti-sette.

L’avvocato Luciano Faraon era membro dell’ ARIS Veneto , ancora oggi rappresentata da Milena Bolgan e dalla figlia Arianna Odivelli . L’avvocato Renato Bianchi di Brescia era il difensore dei deprogrammatori dell’ ARIS che avevano ordito e realizzato il sequestro di persona della Scientologist Alessandra Pesce , oggi Solo NOTs Auditor. L’avvocato Michele Del Re di Roma era fondatore e rappresentante del Centro Studi Nuovi Culti Emergenti.

Un conflitto di interesse evidentissimo e allo stesso tempo un chiaro tentativo di influenzare politicamente l’opera della magistratura.

Nel 1989, al termine delle indagini, il primo grado del mega-processo di Milano ha avuto inizio. Dopo l’estromissione di tutte le parti civili abbindolate dall’ ARIS , durante le varie udienze sono emerse man mano le incongruenze delle prove dell’accusa, le testimonianze contraddittorie, i “non ricordo”, i verbali gonfiati della Guardia di Finanza, le forzature poi criticate aspramente dalla Cassazione, fino all’assoluzione del 1991.

Si potrebbero scrivere decine di pagine per raccontare le mille vicende di quella stagione di lotte e forse lo faremo. Individui in malafede hanno spesso dato ad intendere che la storia giudiziaria di Scientology in Italia non è stata così positiva come diciamo, ma sono dei bugiardi. Ci sono fior di documenti che lo dimostrano. A tempo debito, pezzo per pezzo, grazie alla disponibilità dimostrata dagli addetti ai lavori, pubblicheremo i dati corretti e i documenti relativi.

Per il momento, per commemorare quel 4 dicembre 1986, pubblichiamo un video che fu prodotto nel 1989 e che fornisce un punto di vista interessante sulla vicenda del processo di Milano. Buona visione.

Etica e Verità


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